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“Sospesi tra il non più e il non ancora”

Il mondo della cooperazione visto dall’Assemblea Congressuale di Legacoop Produzione e Servizi Emilia Romagna

Verso l’Assemblea nazionale di mandato 2020, si è svolta il 12 ottobre scorso, presso FICO, in location adeguatamente attrezzata secondo le prescrizioni anti Covid-19, l’Assemblea Congressuale di Legacoop Produzione e Servizi Emilia Romagna.

Invitati come UILTuCS Emilia Romagna, abbiamo deciso, in quanto rappresentanti di una delle parti sociali, di essere presenti per portare il nostro contributo, anche solo nella presenza, e comprendere in che direzione si muove il mondo della cooperazione, che nella nostra regione rappresenta una delle eccellenze e degli asset portanti dell’economia locale e nazionale.

Partendo dall’analisi del contesto della cooperazione a livello regionale, l’assemblea ha portato ai numerosi partecipanti dati concreti e linee guida per il prossimo futuro, grazie agli interventi, tra gli altri, di Giovanni Monti Presidente Legacoop ER, Mauro Lusetti Presidente Legacoop nazionale, Carlo Zini Presidente Legacoop Produzione e Servizi, e di Gianmaria Balducci Presidente Cefla, Alessandro Carpinella Partner Prometeia, Guido Caselli Vice Segretario Generale Uniocamere ER, Marcello Pagnini Dirigente della filiale di Bologna della Banca d’Italia, nella tavola rotonda coordinata da Alberto Armuzzi. Il Governatore Stefano Bonaccini ha portato personalmente il proprio saluto, offrendo alla platea un quadro complessivo delle realtà regionali.

La realtà dell’Associazione, che conta, a livello regionale, più di 90.000 addetti, di cui l’80% è socio lavoratore, si caratterizza per un forte radicamento sul territorio, di cui valorizza la produzione in un delicato equilibrio dinamico tra import-export, consumi interni ed internazionalizzazione, tra finanza e lavoro. La pandemia sanitaria ha fatto emergere, accelerandola, una situazione di difficoltà del sistema produttivo nazionale e mondiale, evidenziando gli squilibri latenti. Il cosiddetto “ascensore sociale” si è bloccato accentuando le diseguaglianze. E senza coesione sociale non si può avere crescita economica. La crisi -Legacoop Produzione & Servizi riscontra un calo medio del fatturato del 20%, con punte del 90% – colpisce più duramente il settore turistico e quello della ristorazione, e questa volta non deriva da un malfunzionamento del mercato, ma da un fattore esterno.

Soluzioni?

Siamo sospesi tra le vecchie ricette che non funzionano più e le nuove via d’uscita, che non abbiamo ancora trovato. Risorse umane e materiali e buona volontà non sono più sufficienti: si sono dimostrate strategiche la digitalizzazione, l’esportazione, la ricerca scientifica, la velocità nell’implementare i cambiamenti organizzativi. La politica deve passare da offrire sostegni tradizionali, come gli ammortizzatori, a strategie attive, volte a costruire nuove strade.

Piuttosto che cercare la luce in fondo al tunnel, per usare una metafora, pensiamo ad arredare la caverna: certo si tratta di una situazione di emergenza, ma partiamo dai solidi “mobili” di base, come la tutela dell’occupazione e del fatturato.