LA LEGISLAZIONE IN MATERIA DI LAVORO

Le fonti del diritto del lavoro

Sono molteplici le fonti da cui sono scaturite nel corso del tempo le principali norme in materia di lavoro subordinato:

Con la nascita dell’Unione Europea ed il progressivo avvicinamento normativo tra i Paesi membri, anche il Diritto Comunitario ha assunto un ruolo importante nella regolazione di alcuni diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

L’evoluzione del sistema di relazioni sindacali ha consentito – in diverse occasioni – la realizzazione di accordi (Protocolli) tra le Parti Sociali – con o senza il diretto coinvolgimento del Governo – che hanno introdotto norme e principi a valenza generale nel rapporto di lavoro.

Il diritto del lavoro in Italia è essenzialmente fondato sulla contrattazione collettiva, la cui funzione primaria è quella di integrare e migliorare le tutele fissate nella legge, adattandole ai vari tipi di contesti (professionale, merceologico, geografico...).
Gli attuali contratti collettivi (c.d. di diritto comune) non hanno efficacia generale obbligatoria in quanto contratti di diritto privato stipulati tra soggetti privati (le organizzazioni dei datori e dei lavoratori). Essi trovano applicazione soltanto per i soggetti (datore di lavoro e lavoratore) che siano membri di dette associazioni sindacali o che vi abbiano fatto espresso rinvio nel contratto individuale di lavoro.

La legislazione ordinaria nazionale disciplina le numerose materie attinenti il lavoro subordinato: tipologie di impiego, svolgimento del rapporto di lavoro, sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, previdenza ed assistenza, regime pensionistico, fiscalità, diritti di associazione e forme di rappresentanza.